La scuola è il luogo della conoscenza, della fraternità, del confronto. È lo spazio dove si coltiva il pensiero critico, dove si impara a dialogare, a rispettare le differenze, a costruire un futuro di pace. Eppure, sempre più spesso, vediamo entrare nelle scuole e nelle università uniformi, retoriche di addestramento, modelli basati sulla disciplina militare anziché sulla libertà di pensiero. Ma la scuola non è una caserma. Non serve formare giovani all’obbedienza cieca, ma persone capaci di scegliere, di immaginare, di cambiare il mondo con la forza delle idee, non con quella delle armi. Abbiamo due mani e due braccia per costruire, per creare, per esprimere fantasia e solidarietà, non solo una testa da piegare a ordini e gerarchie. La scuola deve essere un laboratorio di pace, non un terreno di addestramento. Dipende da noi: docenti, dirigenti, genitori e studenti devono vigilare affinché l’educazione non venga piegata alla logica della guerra, ma resti fedele alla sua missione più alta: formare cittadini liberi, consapevoli, solidali.
Interventi di Nico Bavaro, Mons. Giovanni Ricchiuti, Michele Lucivero e Valeria Angelico.






Visita il sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Leggi il post su


Lascia un commento