Il 25 aprile nasce dalla lotta contro il fascismo e l’occupazione, ma continua a vivere ogni volta che qualcuno difende i diritti, si oppone alle ingiustizie e rifiuta l’indifferenza. Non è una celebrazione neutra: è una scelta. Oggi la libertà è minacciata dal lavoro precario che toglie dignità, dalle disuguaglianze che dividono, dal linguaggio d’odio che disumanizza e da una politica che smarrisce il senso della giustizia sociale. Ricordare il 25 aprile significa riconoscere questi pericoli e non accettarli come inevitabili. Il 25 aprile, oggi, è il coraggio di stare dalla parte giusta, anche quando è scomodo. È la consapevolezza che la libertà non è mai conquistata una volta per tutte, ma va difesa ogni giorno, nelle scelte concrete, nelle parole e nei diritti da tutelare. Non è solo la Festa della Liberazione. È, ancora, una chiamata alla liberazione.




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