PICCOLOTTI. Al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociale, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy. – per sapere – premesso che.

ENEL S.p.A. è un’impresa a partecipazione pubblica, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze quale azionista di riferimento, e pertanto è chiamata a operare nel rispetto dell’interesse pubblico, della tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro;

secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL e UGL TLC della Puglia, è stato avviato un bando relativo ai servizi di back office che introduce criteri tali da favorire aziende che prevedono la sostituzione del lavoro umano con sistemi di Intelligenza Artificiale. L’IA, in questo contesto, non viene proposta come uno strumento di supporto al lavoratore, ma come una tecnologia sostitutiva volta a contrarre il perimetro occupazionale attraverso l’automazione dei processi decisionali e operativi;

tale impostazione rischia di determinare una significativa riduzione dei livelli occupazionali nel settore dei call center, già caratterizzato da forte precarietà e bassi salari. Le stesse OO.SS. evidenziano come, qualora questo modello venisse esteso anche ai servizi di front office, si profilerebbe una perdita di migliaia di posti di lavoro, con conseguenze particolarmente gravi in territori fragili come la Puglia;

nei bandi di gara in questione risulterebbe inoltre assente o non adeguatamente garantito il rispetto delle clausole sociali, fondamentali per assicurare la continuità occupazionale dei lavoratori in caso di cambio appalto, nonché il principio di territorialità, volto a salvaguardare i livelli occupazionali nei territori interessati. La mancata previsione o applicazione effettiva delle clausole sociali e della territorialità rischia di favorire fenomeni di dumping contrattuale e di delocalizzazione, con ulteriore compressione dei diritti e delle condizioni dei lavoratori;

la sostituzione del lavoro umano con tecnologie automatizzate, se non governata, rischia di produrre effetti sociali devastanti, aumentando disoccupazione, disuguaglianze e marginalizzazione. Risulta particolarmente grave che tali dinamiche possano essere promosse da una società a controllo pubblico, che dovrebbe invece svolgere un ruolo di indirizzo positivo, garantendo qualità del lavoro e sostenibilità sociale della transizione tecnologica;

la transizione digitale e l’utilizzo dell’IA: 1. devono essere accompagnati da strumenti pubblici di tutela, formazione e riconversione, evitando che l’innovazione venga utilizzata esclusivamente come leva per comprimere il costo del lavoro; 2. non possono essere abbandonate alle sole logiche di mercato, ma richiedono una governance pubblica fatta di tutele, formazione continua e piani di riconversione. È indispensabile che l’evoluzione verso il digitale sia guidata da ammortizzatori sociali e percorsi di upskilling che proteggano la centralità del lavoratore –:

se i Ministri interrogati sono a conoscenza dei contenuti del bando promosso da ENEL e delle criticità evidenziate dalle OO.SS.; se altresì ritengono compatibile, con il ruolo pubblico dell’azienda, l’adozione di criteri che incentivano la sostituzione del lavoro umano con sistemi di Intelligenza Artificiale; se ritengono conforme ai principi di tutela del lavoro l’assenza, o la mancata applicazione, di clausole sociali e di criteri di territorialità nei bandi di gara in questione; quali iniziative urgenti intendono assumere, per quanto di loro competenza, per orientare le scelte industriali di ENEL verso modelli che garantiscano la salvaguardia dei livelli occupazionali e il rispetto delle clausole sociali; se, infine, non ritengono opportuno promuovere un tavolo nazionale con le parti sociali per governare la transizione tecnologica, garantendo il rispetto della dignità del lavoro e la salvaguardia dell’occupazione nei territori interessati.

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